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Dott. Michele Favi
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Dr.ssa Maria Elena Michelone
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Psicoterapie a confronto, in cosa differiscono?

La psicoterapia ha gradualmente assunto sempre maggiore specificità e importanza. Non tutti sanno, però, che la psicoterapia non è un intervento univoco ma che ne esistono differenti tipi, variabili non solo in base al campo d'azione (adolescenti, bambini, etc) e alla modalità (terapia individuale, terapia di coppia, etc.) ma sopratutto in riferimento a modelli teorici diversi.

Possiamo distinguere perciò, tra le principali, le psicoterapie seguenti:

  • psicoterapia psicoanalitica : secondo questo orientamento il sintomo manifestato dal paziente è il risultato e l'espressione di un conflitto presente a livello inconscio tra le strutture endopsichiche (Es, Io,Super-Io) e che viene compensato attraverso meccanismi di disfesa (rimozione, negazione etc). Lo psicoterapeuta aiuta il paziente a fare riemergere e a rielaborare il conflitto che è alla base del suo disagio
  • sistemico-relazionale :il soggetto portatore del sintomo è considerato uno degli elementi del sistema-famiglia. Lo psicoterapeuta interviene sulle dinamiche disfunzionali presenti tra i vari membri del gruppo. Questo tipo di psicoterapia è stata introdotta in Italia negli anni '80 e trova specifica applicazione nei centri per i tossico-dipendenti e nelle problematiche familiari conseguenti a separazioni e divorzi
  • cognitivo-comportamentale : questo modello di psicoterapia è fondato sul criterio che il sintomo deriva da un apprendimento e di schemi comportamentali disadattivi e che si struttura nel tempo consolidando le strutture cognitive ovvero le convinzioni del soggetto attraverso rinforzi. Il ruolo dello psicoterapeuta è quello di intervenire su questi schemi appresi disfunzionali operando a seconda dei casi un condizionamento o un decondizionamento. Strumenti specifici psicologici sono la tecnica del rôle playing e la ristrutturazione cognitiva. La psicoterapia cognitivo-comportamentale trova particolare applicazione nel trattamento delle fobie
  • analisi-transazionale: questo tipo di approccio psicoterapico parte dal concetto che l'Io sia formato da tre strutture o stati: il genitore, l'adulto e il bambino. Viene dato particolare valore alla comunicazione tra le persone e ne vengono analizzate le caratteristiche. Ogni comunicazione può essere considerata come uno scambio (transazione) tra due stati diversi o omologhi e avviene su due livelli che hanno un'influenza reciproca: il contenuto e la forma. Gli stati dell'Io possono avere connotazioni positive o negative se favoriscono o ostacolano la conquista dell'autonomia psicologica dell'individuo.

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